Tutto comincia da un problema che in Valtellina conoscono bene: i boschi di latifoglie del basso versante orobico, abbandonati da decenni, frammentati in migliaia di minuscole proprietà private che nessuno, da solo, può gestire.
La storia
Il progetto nasce nel 2020, quando i sindaci di due comuni confinanti del versante orobico — Graziano Murada per Albosaggia e Primavera Farina per Caiolo — iniziano a confrontarsi sui problemi causati dall'abbandono dei vasti boschi di latifoglie che coprono la parte bassa dei rispettivi territori, coinvolgendo nell'analisi la Società Economica Valtellinese.
La SEV aveva già guidato un'esperienza simile nel vicino comune di Castione Andevenno, dove un'associazione fondiaria aveva permesso di recuperare alcuni ettari di vigneto terrazzato abbandonato. Su quel modello — e constatato che i boschi abbandonati sono fatti soprattutto di piccole e piccolissime proprietà private — è partito il lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento dei proprietari.
Il 21 marzo 2022 l'Associazione Fondiaria si è formalmente costituita, scegliendo la denominazione di "Associazione Fondiaria Foreste Orobiche Media Valtellina": un nome che dichiara esplicitamente la disponibilità a estendere l'esperienza anche ad altri territori con caratteristiche analoghe.
Cosa facciamo
La nostra missione è il riavvio della valorizzazione del bosco ceduo, superando il problema della frammentazione fondiaria che rende quasi impossibile una gestione razionale ed economicamente sostenibile. Basti un dato: la superficie media delle particelle private conferite all'associazione è di circa 1.400 metri quadrati — e quasi la metà non arriva a 1.000.
Attraverso l'affidamento temporaneo dei terreni — la proprietà resta sempre dei soci — l'associazione realizza una gestione coordinata: migliora la sicurezza idrogeologica dei boschi, cura ripristino e pulizia, segnala percorsi e sentieri, e riattiva la funzione economica ed energetica del patrimonio boschivo attraverso la filiera bosco-legno-energia.